Autotrasporto, il Governo convoca le associazioni il 22 maggio
Il Governo vedrà le associazioni dell’autotrasporto il 22 maggio a Palazzo Chigi. L’incontro arriva pochi giorni prima dello sciopero Unatras del 25-29 maggio. A coordinare il tavolo sarà il sottosegretario Alfredo Mantovano. Al tavolo ci sarà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Attesi inoltre il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Tommaso […]

Il Governo vedrà le associazioni dell’autotrasporto il 22 maggio a Palazzo Chigi. L’incontro arriva pochi giorni prima dello sciopero Unatras del 25-29 maggio.
A coordinare il tavolo sarà il sottosegretario Alfredo Mantovano. Al tavolo ci sarà anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. Attesi inoltre il vicepremier Matteo Salvini, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, Tommaso Foti ed Edoardo Rixi.
La convocazione era attesa da settimane. Il caro carburante continua infatti a pesare sui bilanci delle aziende. Secondo le associazioni, le misure adottate finora non sono sufficienti.
Caro gasolio e crisi internazionale: il settore dell’autotrasporto è al limite
La tensione internazionale continua a spingere verso l’alto il costo dell’energia, soprattutto quello del gasolio. Un problema che pesa in modo diretto sui conti delle aziende di trasporto.
Negli ultimi mesi il Governo è intervenuto più volte sulle accise. L’ultimo provvedimento, in vigore fino al 22 maggio, prevede uno sconto di circa 20 centesimi al litro sul diesel e di 5 centesimi sulla benzina.
Per le associazioni dell’autotrasporto, però, queste misure non bastano. Secondo il settore, i rincari restano troppo elevati. Le organizzazioni parlano anche di un effetto penalizzante per le aziende che hanno investito nel rinnovo delle flotte e nell’efficienza energetica.
Le richieste delle associazioni: credito d’imposta e rimborso immediato delle accise
La convocazione del Governo arriva dopo la lettera inviata nei giorni scorsi alla premier Meloni dalle undici associazioni che fanno parte del Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.
Nel documento, le rappresentanze del settore chiedevano con urgenza l’apertura di un tavolo istituzionale e soprattutto interventi immediati per salvaguardare la competitività delle imprese italiane.
Tra le richieste principali avanzate dalle associazioni figurano:
- il riconoscimento urgente di un credito d’imposta compensativo;
- il recupero integrale del mancato rimborso delle accise sul gasolio commerciale;
- la possibilità di utilizzare immediatamente il credito d’imposta derivante dal rimborso trimestrale delle accise;
- l’eliminazione dei tempi di attesa oggi fissati in 60 giorni dalla normativa vigente.
Per il comparto, la rapidità delle misure sarà determinante. Molte aziende denunciano infatti gravi problemi di liquidità e margini ormai azzerati dall’aumento dei costi di gestione.
Fermo autotrasporto: il 25 maggio parte la mobilitazione nazionale
Il confronto del 22 maggio rappresenta quindi un passaggio cruciale anche per evitare il blocco del settore previsto dal 25 al 29 maggio.
Lo sciopero annunciato da Unatras rischia infatti di avere conseguenze pesanti sulla logistica nazionale, sulle consegne industriali e sulla distribuzione delle merci lungo tutta la filiera produttiva italiana.
L’obiettivo del Governo sarà probabilmente quello di trovare una mediazione rapida capace di scongiurare la protesta, mentre le associazioni chiedono segnali concreti e immediati.
Flotte aziendali e trasporto merci: sostenibilità a rischio senza interventi strutturali
La crisi attuale riporta inoltre al centro il tema della sostenibilità economica delle flotte aziendali e del rinnovo del parco circolante.
Negli ultimi anni molte imprese di autotrasporto hanno investito in mezzi Euro 6, carburanti alternativi, ottimizzazione energetica e riduzione delle emissioni. Tuttavia, senza un sistema fiscale stabile e misure di sostegno efficaci, il rischio è che proprio le aziende più virtuose siano costrette a rallentare gli investimenti.
Il tavolo del 22 maggio potrebbe quindi diventare un momento decisivo non solo per affrontare l’emergenza carburanti, ma anche per definire una nuova strategia nazionale per il trasporto merci e la competitività della logistica italiana.
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