Deduzioni forfettarie 2026: importi per l’autotrasporto
Arriva la conferma degli importi delle deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori. Il MEF con il MIT, ha definito le somme riconosciute per le spese non documentate relative al periodo d’imposta 2025. Il beneficio spetta agli autotrasportatori per conto terzi che effettuano personalmente i trasporti. In dichiarazione andranno utilizzati i codici indicati dall’Agenzia delle Entrate. Trasporti […]

Arriva la conferma degli importi delle deduzioni forfettarie per gli autotrasportatori. Il MEF con il MIT, ha definito le somme riconosciute per le spese non documentate relative al periodo d’imposta 2025.
Il beneficio spetta agli autotrasportatori per conto terzi che effettuano personalmente i trasporti. In dichiarazione andranno utilizzati i codici indicati dall’Agenzia delle Entrate.
Trasporti fuori Comune: deduzione a 48 euro al giorno
Per i trasporti svolti personalmente dall’imprenditore oltre il Comune in cui ha sede l’impresa, la deduzione forfetaria resta fissata a 48 euro al giorno.
L’agevolazione non cambia in base al numero dei viaggi effettuati nella stessa giornata. La deduzione, infatti, spetta una sola volta al giorno: chi effettua più trasporti nella stessa data potrà comunque indicare un solo importo giornaliero.
Si tratta di una conferma attesa dal comparto, perché consente agli operatori di applicare anche quest’anno un beneficio fiscale ormai consolidato per le spese non documentate.
Deduzione ridotta per i trasporti nel Comune
La deduzione spetta anche per i trasporti effettuati nel Comune sede dell’impresa.
In questo caso l’importo è più basso: la deduzione corrisponde al 35% di quella prevista per i trasporti oltre il territorio comunale. Il valore giornaliero è quindi pari a 16,80 euro.
Anche per i trasporti all’interno del Comune resta valida la regola della singola deduzione giornaliera, a prescindere dal numero di viaggi svolti.
Dove indicare le deduzioni forfettarie nel modello Redditi
L’Agenzia delle Entrate ha chiarito anche le modalità di compilazione. Le Deduzioni forfettarie devono essere riportate nei quadri RF e RG dei modelli Redditi.
In particolare, la deduzione va indicata:
nel rigo RF55, utilizzando i codici 43 e 44;
nel rigo RG22, utilizzando i codici 16 e 17.
I codici distinguono le due tipologie di trasporto: quello effettuato all’interno del Comune in cui ha sede l’impresa e quello svolto oltre tale ambito territoriale.
A chi spetta l’agevolazione
Il beneficio riguarda gli imprenditori che esercitano attività di autotrasporto merci per conto di terzi e che effettuano personalmente i trasporti.
La deduzione serve a riconoscere in modo forfetario alcune spese non documentate sostenute durante l’attività. Non si tratta quindi di un rimborso, ma di un importo che può essere portato in deduzione secondo le regole previste per la dichiarazione dei redditi.
Deduzioni forfettarie, cosa cambia nel 2026
Sul piano degli importi non ci sono novità: per il 2026 viene confermata la deduzione di 48 euro per i trasporti fuori Comune e quella di 16,80 euro per i trasporti all’interno del Comune.
La conferma è comunque rilevante per le imprese del settore, perché permette di programmare correttamente gli adempimenti fiscali e di utilizzare l’agevolazione in sede dichiarativa.
In sintesi, gli autotrasportatori dovranno ricordare tre aspetti principali: la deduzione spetta una volta al giorno, cambia in base all’ambito territoriale del trasporto e deve essere indicata nei righi e con i codici previsti dall’Agenzia delle Entrate.
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